Privacy mentre si naviga su Internet: i siti conoscono tutto di noi


Uno studio rivela come le informazioni personali siano diffuse tra i siti quasi senza ostacoli. La privacy in Rete potrebbe essere sempre più a rischio.


Si potrebbe dire, senza che si tratti di una vera e propria provocazione, che la privacy online semplicemente non esiste. Le informazioni che i siti che visitiamo raccolgono su di noi spesso vengono condivise con terzi e il nostro profilo man mano si arricchisce di un numero maggiore di dati e abitudini di navigazione.
Il problema dell’assenza di privacy è tornato al centro dell’attenzione degli utenti in particolare con l’avvento dei social network, Facebook in particolare, che sulla privacy ha tenuto atteggiamenti sempre piuttosto ambigui. Vero è che le informazioni personali che circolano di noi sono di solito quelle che noi abbiamo deciso di condividere, ma per quel che riguarda i siti visitati e le abitudini di navigazione non è detto che siamo sempre consapevoli delle informazioni che lasciamo in mano a terzi.
Un’analisi di Jonathan Mayer dell’Università di Stanford ha messo in luce come le informazioni viaggiano tra un sito e l’altro senza problemi: basta, per esempio, dare la propria mail e altri dati a un sito di e-commerce perché quei dati finiscano quasi subito in una dozzina di altri database, in particolare di aziende che si occupano di monitoraggio a fini statistici e di marketing.
Il tracking online potrebbe diventare sempre più pervasivo? Oppure potrebbe essere utilizzato per fini di controllo invece che di marketing? I rischi ci sono e l’attenzione deve rimanere sempre alta.

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